Luci e ombre di Google

Recenetemente ho ultimato la lettura di "The Dark Side Of Google",un testo di un'ottantina di pagine scritto da Ippolita e liberamente scaricabile dal suo sito.
Nel complesso do un giudizio positivo perchè ho scoperto,come era prevedibile,svariate cose che non mi erano note sulla nota azienda.
Tra alcune di queste cose troviamo per esempio che l'algoritmo di L.Page,il noto e controverso PageRank,si basa sulla statistica dei primi del Novecento e in particolare sulle formule di Andrej Andreevic Markov per calcolare all'interno di una rete,l'importanza di un nodo rispetto agli altri.
E il nome google? deriverebbe da "Googol",termine matematico che indica un 1 seguito da 100 zeri,il sognato numero di pagine indicizzabili con il nuovo strumento di ricerca agli albori.
E' stato interessante la descrizione di Googleplex,il complesso azienda-campus dove lavorare non è un peso ma è stimplante,ci sono pause ricreative,i lavoratori hanno spazio per raffinare i loro progetti individuali (quindi non si dedicano solo a lavorare per l'azienda) e altro ancora,che rendono il luogo quasi mitologico se mi vien da pensare alla nostra italietta.
Interessante altresì come Google sia partito: i due studenti universitari di Standford hanno avuto la fortuna di incappare in sostanziosi finanziamenti che vanno da poco più di un centinaio di migliaia di dollari fino a molto milioni di dollari. Le ultime aziende che hanno investito hanno altresì notevoli quote in borsa.
Vi è anche un legame con l'open source e il mondo hacker: Google si è sempre prodigato di accaparrarsi le menti migliori,tal vaolta tramite strane metodologie (come quiz posti su cartelloni stradali che riportano a pagine web se risolti) o strappando a società concorrenti uomini di punta.
Parimenti c'è da dire che il suo massiccio investimento nello sviluppo di servizi multipiattaforma online,come googleDocs,GoogleMaps e via discorrendo,lasciano poco spazio a piccole aziende che vorrebbero finanziamenti per i loro progetti,in quanto dall'oggi al domani i loro stessi progetti potrebbero trovarsi implementati da Google stessa.
Questo è solo una banale estrapolazione di alcuni punti dello scritto di Ippolita di cui vi consiglio la lettura,io per lo meno me lo sono letto tutto in treno,l'unico momento in cui me lo posso permettere e in cui la lettura ci salva dal tedio dell'attesa.

2 comments:

Fabio ha detto...

Ciao,
sono finito sul tuo blog, cercando alcune info su java e ubuntu gutsy, (via Google ovviamente!) ho letto alcuni tuoi interessanti post, complimenti... riguardo a Google ti consiglio vivamente di leggere anche Google story:
http://www.internetbookshop.it/code/9788823831490/vise-david/google-story.html

è un po' di parte si... quasi un autocelebrazione, ma ne vale la pena!

Ciao.

Christian Castelli ha detto...

Grazie per la segnalazione Fabio e a rileggerci :)

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